So long, Shanghai

Ho camminato chilometri e chilometri per raggiungere il supermercato più vicino.

Ho cavalcato la bicicletta rischiando la vita, imparando e sviluppando molteplici sfumature della lingua cino-italo-inglese per insultare le persone in strada, da quelle che non danno la precedenza a quelle che semplicemente non sanno come usare le frecce. (Che ormai il semplice „vaffanculo“ suona così dolce).

Ho vissuto le fantastiche ore di punta della metropolitana, respirato aglio, curry, cumino (dannato cumino) e spintonato sia giovani, i più deboli, che anziani, i veri professionisti della spallata sulle costole.

Ho adorato il cibo cinese: sia quello di strada, in bilico sulla sottile linea che separa la digestione con l’intossicazione alimentare, sia quello dei ristoranti dalle cucine che-è-meglio-non-andare-mai-a-vedere.

Ho esplorato le tradizioni nelle tue strade e la cultura mescolata con la tua storia.

Ho imparato la lingua più difficile e assurdamente affascinante che abbia mai affrontato.

Ho sperimentato la terribile solitudine dei primi giorni e la superba abbondanza di amicizia degli ultimi mesi.

Ho odiato e amato profondamente.

Sei stata la pentola di mille emozioni ma è tempo di scrivere una nuova pagina.

再见, 上海

(ciao né)**

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**liberamente tradotto dal cinese al milanese

0 thoughts on “So long, Shanghai

  1. Bello testo! Sembrano le mie emozioni quando sono tornata dall’Italia!
    Bacione e che la tua nuova pagina da scrivere sia tanto bella quanto quest’ultima!

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